sabato 17 aprile 2010

Roma, la Casa del Jazz festeggia il quinto compleanno

Pubblicato da Patrizia Frattini


Grandi festeggiamenti domani al numero 55 di viale di Porta Ardeatina per celebrare cinque anni di concerti, progetti, incontri e dibattiti realizzati nella culla del jazz della capitale.

Si parte alle ore dodici, quando nel parco della villa (ingresso gratuito) debutterà il nuovo progetto Roberto Gatto I-Jazz Ensemble con Roberto Gatto batteria e direzione musicale, Gaetano Partipilo sax alto, Max Ionata sax tenore, Giovanni Falzone tromba, Roberto Rossi trombone, Alessandro Lanzoni pianoforte, Battista Lena chitarra, Dario Deidda contrabbasso e basso elettrico.

Alle diciassette, sempre nel parco e sempre ad ingresso gratuito, il quintetto romano Hot Club de Zazz (Xavier Rigaut armonica, voce, Nicola Puglielli chitarra, Augusto Creni chitarra, Roberto Nicoletti chitarra, Pino Sallusti contrabbasso) si esibirà in un omaggio a Django Reinhardt, nel centenario della sua nascita. Per finire, alle ore 21 nella sala concerti (ingresso 5 euro), concerto di Antonello Sorrentino S. T. Quintet Blog (Antonello Sorrentino tromba, Daniele Tittarelli sax alto e soprano, Giovanni Ceccarelli pianoforte, Francesco Ponticelli contrabbasso, Alessandro Marzi batteria) che presenterà il nuovo cd “Blog”.

Villa Osio, sede della Casa del Jazz, è una costruzione della fine degli anni Trenta, quando Arturo Osio, tra i fondatori della Banca Nazionale del Lavoro, incarica Cesare Pascoletti, allievo di Piacentini, della costruzione dell’edificio, sulla base di un vecchio casale del seicento. Anni dopo ne divenne proprietario Enrico Nicoletti, boss della banda della Magliana. Dopo la confisca e l’assegnazione al comune di Roma, ecco la rinascita, cinque anni fa, come Casa del Jazz, progetto fortemente sostenuto dall’allora sindaco Walter Weltroni. Gli interni sono stati così trasformati in funzione del nuovo scopo, realizzando auditorium, sala prove e sale di registrazione.

In questi cinque anni la Casa del Jazz è stata la sede di oltre mille eventi, con più di tremila musicisti e 350mila spettatori. Concerti, ma anche seminari e guide all’ascolto, come gli incontri “Io e il jazz” con Renzo Arbore, Paolo Conte e Ivano Fossati. Numerosi inoltre le presentazioni di rassegne, libri e dischi. Degna di nota è la serie di cd che raccolgono le registrazioni dal vivo di esibizioni nella Casa, “Jazz Italiano live“, distribuita in edicola con Repubblica e L’Espresso e giunta ormai con grande successo (quasi un milione di copie vendute) alla quarta serie. Da qui alla nascita della “Casa del Jazz Records” il passo è stato breve: si tratta di un nuovo marchio che comincerà ripubblicando i cd della collana ma che in seguito produrrà nuove opere originali, registrazioni storiche inedite o ristampe di dischi rari.

Luciano Linzi, direttore artistico della Casa, ricorda a tutti gli amanti romani del jazz quanto siano fortunati ad avere a disposizione un simile laboratorio creativo: “Non esiste città nel mondo che abbia una struttura pensata per il jazz e suddivisa in tre ambienti dedicati ai concerti o alle prove di registrazione, alla biblioteca e alla sala archivio multimediale”. Gli fa eco il musicista Paolo Fresu: “La Casa del Jazz ce la invidia tutto il mondo, persino i francesi. A Parigi parlano della Casa del Jazz come di un miracolo. E’ così perfetta da non crederci.”. Un appuntamento da non perdere, insomma, per tutti gli appassionati.

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